Frequenza di rimbalzo: cos’é e come ridurla

frequenza di rimbalzo
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Cos’è la frequenza di rimbalzo?

La frequenza di rimbalzo, o bounce rate in inglese, é un dato che indica la percentuale di visitatori che visitano solo una pagina di un sito web e lo abbandonano subito dopo.

Volendo fare un esempio per chiarire meglio il concetto: se il nostro sito ha 100 visitatori al giorno di media e se di questi 100, 70 escono dal sito senza avere visto nessun altra pagina avremo una frequenza di rimbalzo del 70%.

Come conoscere la frequenza di rimbalzo?

Per conoscere la frequenza di rimbalzo dobbiamo aver installato sul nostro sito il codice di monitoraggio di Google Analytics. Una volta installato ci basterà andare sulla scheda pubblico > panoramica.

In questo caso (esempio dello screenshot) la frequenza di rimbalzo é circa il 45%, significa quindi che su 100 visitatori che entrano nel sito 45 abbandonano dopo aver visualizzato una sola pagina.

Qual’è il valore ideale della frequenza di rimbalzo?

In realtà non esiste un valore ideale della frequenza di rimbalzo, perché questo cambia molto a seconda della tipologia e delle specifiche caratteristiche di un sito. Possiamo comunque dire che statisticamente una frequenza di rimbalzo ideale può variare dal 25% al 70%.

Vediamo con degli esempi il motivo per cui questo valore ideale cambia a seconda del contesto.

Se la porta di accesso al nostro sito é l’home page e la maggior parte degli utenti esce senza aver visto altre pagine, ad esempio la pagina prodotti/servizi o contatti, questo sicuramente rappresenta un campanello di allarme. In questo caso un’alta frequenza di rimbalzo é certamente un grosso problema e dobbiamo subito correre ai ripari.

Quando invece un’elevata frequenza di rimbalzo può essere considerato un valore perfettamente normale?

  • se il nostro sito é composto da una sola pagina, quindi un sito one page;
  • se abbiamo molte landing page a cui rimandano le nostre campagne sponsorizzate (Facebook ads o Google ads);
  • se abbiamo un blog letto da molti utenti, quindi in cui il visitatore legge magari solo l’ultimo articolo (quello del giorno) e poi esce.

In tutti questi casi l’obiettivo é portare traffico verso una sola pagina, di conseguenza sarà normale avere un’alta frequenza di rimbalzo.

Come ridurre la frequenza di rimbalzo?

Per ridurre la frequenza di rimbalzo dobbiamo:

  • aumentare la velocità di caricamento delle nostre pagine, se caricano troppo lentamente l’utente probabilmente uscirà subito;
  • avere un sito responsive, cioé che si adatta a tutti i dispositivi: desktop, tablet, smartphone;
  • evitare banner e pop up, spesso percepiti come invadenti e fastidiosi dall’utente;
  • creare contenuti di qualità e pertinenti con l’intento di ricerca del nostro utente tipo;
  • migliorare la user experience (l’esperienza utente) e la navigabilità del sito;
  • controllare di non avere link rotti;
  • migliorare l’architettura del sito e sfruttare i link interni. Per esempio all’interno degli articoli del blog potremmo suggerire la lettura di altri post in tema con l’argomento.

Conclusione

Hai visto cos’è la frequenza di rimbalzo, come interpretarla e come ridurla. Il consiglio che posso darti é di monitorare spesso questa metrica e di contestualizzare sempre il suo valore in relazione agli obiettivi, la tipologia e la struttura del sito che stai analizzando.

Se vuoi ottimizzare il tuo sito per i motori di ricerca ti consiglio di leggere anche:

SEO on-page: 7 fattori che incidono sul posizionamento di un sito

Ottimizzazione off site: cos’é e come funziona

Long Tail Keyword: cosa sono e perché sono fondamentali in una strategia SEO

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